Nel nostro Paese la spesa alimentare è ancora prioritaria, e reggono molto bene gli acquisti di segmenti alimentari detti “gourmet”, cioè di lusso: prodotti e marche qualitativamente superiori (premium) che vengono acquistati da un segmento di clientela alla ricerca di esperienze alimentari fuori dal comune.

Un elemento competitivo da valutare e da interpretare per rafforzare la propria posizione nel mercato è sicuramente la via della diversità: scegliere di differenziarsi seguendo un vettore che distingua il locale, che faccia prevalere un’offerta basata sul valore, nelle sue varie sfaccettature, allontanando la competizione fatta sul prezzo.

In generale, per tutti i mercati, puntare sull’alto di gamma, sull’eccellenza, in certi casi sul vero e proprio lusso (con caratteri di elitarietà, rarità, bassa replicabilità, esclusività, prezzo molto alto rispetto alla media della categoria) è sempre una buona strategia di differenziazione – sempre a patto di saperlo fare.

Un certo tipo di clientela è molto sensibile al lusso alimentare, al gourmet, che è un trend di consumo certificato da tante ricerche di mercato, che ci raccontano come, anno dopo anno, la spesa alimentare cresca insieme alla preferenza per i prodotti alimentari “premium” (di marca, e dal prezzo elevato).

È un trend che si inserisce in un fenomeno più generale, quello dell’abbandono della vecchia visione per cui “cucina di qualità” è sinonimo di proposta d’élite, di piacere per pochi. Al contrario oggi il vento soffia nella direzione dell’allargamento del numero di consumatori/clienti. Ne sono esempi la scelta di cuochi famosi di proporre panini gourmet e di parlare al grande pubblico attraverso la televisione, così come i molti stellati che a fianco del proprio locale principale ne hanno aperti altri, all’insegna della “qualità più abbordabile”, sia in termini di proposte che di costi. (Davide Migliori, Mixer,2018)

Lusso è anche La password per la ristorazione di domani


Una tendenza importante è che anche i settori dell’ospitalità professionale e del food & beverage tendono a posizionarsi verso i segmenti premium, in risposta a consumi sempre più aspirazionali. Se anche il food e il vino e alcolici di lusso presentano un trend di crescita negli ultimi anni, con un +4%, è però l’ospitalità a beneficare maggiormente di questa evoluzione, con sempre più ristoranti d’eccellenza specializzati in un’offerta di nicchia rivolta a specifici segmenti di mercato: negli ultimi anni, a differenza della vendita diretta di prodotti enogastronomici di lusso, questi hanno visto un forte incremento e oggi, dei 45 miliardi di euro di fatturato del comparto F&B, il 46% si riferisce alla ristorazione. Sempre più locali ricercano un posizionamento elevato in nicchie ad alto valore aggiunto per valorizzare il Made in Italy

il valore oltre il cibo: Ciò che si ricerca è il valore dell’esperienza che si costruisce attraverso un modo di produrre, una filiera garantita, un impiattamento ed un racconto. Scegliere cibi elitari ci fa sentire meglio, più importanti, più esperti, più ricchi, ci dà delle emozioni che stanno nella sfera dell’autostima, ci fa percepire migliori dalle altre persone. Il cibo ci nobilita, per cui a molti piace permettersi scelte “nobili”, prestigiose, selezionate, di lusso.

Il desiderio di sperimentazione di lusso alimentare si combina con il desiderio di condurre questa esperienza di acquisto in un ambiente adatto al lusso alimentare, con una estetica di “gusto”, che solletichi i sensi e dia grande soddisfazione alla vista e all’olfatto. Per cogliere questa opportunità bisogna quindi investire su più fronti: sul processo di fornitura, sulla preparazione delle merci, sulla raccomandazione e il consiglio, sulla conservazione per ridurre gli scarti, sull’esposizione che renda merito alla qualità sopraffina, sulla relazione e anche sull’aspetto del negozio, delle vetrine, del banco frigo, perché tutto esprima qualità superiore, cura, lusso, desiderio.

Finalmente delle buone notizie: le aspettative di marginalità di primo livello su questi prodotti e marche gourmet sono molto vantaggiose, vi permettono ricarichi notevoli, anche perché sono prodotti speciali, per cui non c’è un confronto di prezzo. Su prodotti che vendono tutti o quasi non potrete ricaricare molto; ma su un prodotto speciale, prestigioso, scelto da voi con cura, magari facendo minime lavorazioni per personalizzarlo…il prezzo lo farete voi.

La nostra linea Grand’or gourmet, coglie tutti questi trend: un prodotto di alta gamma pensato da uno chef per gli chef, per permettere ai ristoratori di avere un offerta di livello elevato, per qualità ed esperienza sensoriale, efficientando i costi di produzione per il locale e riducendo gli sprechi.